Fright Night: Vampiri sì, ma questa volta non brillano.

Titolo originale: Fright Night Nazione: U.S.A., Regno Unito Anno: 2011 Genere: Horror, Commedia Durata: 120' Regia: Craig Gillespie

Diciamocela tutta: da qualche anno il connubio vampiri/cinema aka vampiri/letteratura non funziona poi tanto. O meglio, funziona solo su un piano squisitamente commerciale. Per vendere vendono, a un po’ di carbone non si dice mai di no.
Non so se e per quanto durerà questa moda, incalzata dagli Angeli e dal resto, ad oggi la situazione non è delle più rosee.

Nei giorni scorsi ho avuto modo di vedere Fright Night, remake di un omonimo film uscito nelle sale nel 1985 e, sebbene resto dell’opinione di cui sopra, il film non è affatto da buttare.
Si lascia guardare, senza dubbio, spinto da un’idea di base fresca e capace di rimodernare un genere che, almeno nelle sue accezioni più originali, non pare sia in grado di catturare le masse. A questo bisogna aggiungere il cast, di buon livello e senza dubbio all’altezza.

Cosa ti fa pensare che io legga Twilight?

Una frase che da sola riempie i botteghini. Senz’altro. Ed è qui che il film mi ha convinto maggiormente. Ispirato, dissacrante ma pur sempre legato a dei canoni: niente fondotinta brillante, niente giretti diurni fra i boschi o adolescenti invaghite e ingravidate chissà come.
I vampiri di Fright Night sono cattivi, dall’inizio alla fine e Jerry – nome stupido per un vampiro, cosa ampiamente sottolineata dal protagonista stesso – è il peggiore di tutti. Appartiene a un “clan” mediterraneo e vuole insediarsi nella tranquilla cittadina in cui Charley, sua madre e la sua ragazza vivono una vita normale.

Jerry – e questa è un’idea presa pari pari dall’originale dell’85 – è il loro vicino, un operaio che lavora di notte e, di giorno, dorme.
Arriva lui e iniziano le sparizioni in città, sparizioni sulle quali Ed – un amico d’infanzia di Charley – inizia a indagare, cercando di convincere invano il protagonista ad aiutarlo.

Inizia qui una classica storia a metà tra una teen comedy e una storia di vampiri. “Classica” perché, ahimé, in giro ce n’è davvero parecchie.

Non serve un invito senza una casa

Il film scorre bene per una buona metà, poi si perde un po’ nelle parti in cui il dissacrante lascia spazio al trash, diventando a tratti un po’ eccessivo.
A questo contribuisce l’entrata in scena di Peter Vincent, noto maestro dell’occultismo e arteficie di una trasmissione: Fright Night!
Una volta essersi convinto di chi è Jerry – il tutto a caro prezzo – Charlie cercherà Peter e chiederà il suo aiuto. L’esperto di occultismo è in realtà una sorta di pervertito, ciarlatano e senza un briciolo di coraggio. Più che un ammazzavampiri un corridore degno di Bolt: scappare è il suo mestiere.

Peter Vincent in un look alla Jack Sparrow che per fortuna abbandona presto...

Charley, dunque, resta solo. Sua madre, la sua ragazza… un gran peso sulle sue spalle. Anche perché Jerry l’ha puntato e non sembra volersi dimenticare di lui. Con o senza invito, lui li vuole e verrà a prenderseli.
Lo scontro è inevitabile.

Charlie e Jerry in un sentito e appassionante conciliabolo prima che...

Conclusioni, Pro e Contro:

La trama è semplice, una normale storia come tante. Ma la semplicità, almeno per chi scrive, non è una pecca. Il film è ben fatto e a tratti è coinvolgente. Non un capolavoro, certo, ma neppure una delle tante mediocri produzioni “alla moda”.

Pro:
Gli effetti sono ottimi e il cast, come già detto, è all’altezza.
I migliori sono senza dubbio Colin Farrell (nei panni di Jerry, un cattivo più che riuscito) e David Tennant (Peter Vincent), quest’ultimo in grado di rendere Suo il personaggio più stereotipato di tutto il film e di sollevarlo ben al di sopra della sufficienza.
Infine, a costo di ripetermi, ottimo il mix di elementi: da un lato quelli classici del genere, dall’altro un briciolo di modernità che non guasta mai.

Contro:
La sceneggiatura ha delle pecche e spesso, in particolare dopo i primi tre quarti d’ora di film, si perde in “giochetti” che io avrei evitato. Tra il paletto benedetto da San Michele e una casa che esplode senza che nessuno si accorga apparentemente di nulla… dire che il finale è deboluccio è dir poco.
Altra pecca, questa tutta nostrana, il doppiaggio. A Tennant, in particolare, è stata data una voce inadatta. Chi lo ha apprezzato in Doctor Who non può che storcere il naso di fronte a Fright Night. Non mi convince neppure la voce “data” a Toni Colette.
Meno male che c’è la versione in lingua originale…

Owned

Consigliato?
Chiunque voglia un film che si lasci guardare e riesca a intrattenere senza stuprare il mito dei vampiri può guardarlo, non troverà nulla che non sia già sperimentato in serie come Buffy e Angel, per esempio.
Se si cerca qualcosa di più classico, invece, forse è meglio guardare altrove.

Voto:
3/5.
E per me è un ottimo voto, taccagno come sono.

Grazie e alla prossima.

*Le frasi citate le ho scritte solo basandomi sulla mia memoria. Le parole non sono quelle, magari, il succo resta.

**Le immagini sono riprese da Internet. Se i proprietari non gradiscono basta una richiesta e verranno tolte.

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2 risposte a “Fright Night: Vampiri sì, ma questa volta non brillano.

  1. Recensione assolutamente esauriente! Non mi ispirava molto come film e non credo che lo vedrò in sale. Magari lo recupererò dopo l’uscita in dvd.
    La cosa che mi convince meno è Colin Farrell che non amo come attore (tranne quando è diretto da grandi registi, leggi Mann o Malick) mentre il genere vampiresco non mi dispiace.

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