Seria(l)mente [2]

Come preannunciato. Sebbene la giornata di ieri sia stata una di quella che ti toglie la forza dalle gambe. Perché non si può restare indifferenti quando un manipolo di idioti prende la propria vigliaccheria e la usa per rovinare una giornata dal valore immenso. Dipendesse da me li prenderei, arresterei e darei loro trent’anni. Omicidio: hanno ammazzato gli ideali della gente che spera. E chiudo qui… In topic, please.

Come scritto ieri, ho finito di guardare Alphas. Una serie che ho “presentato” qualche giorno fa e che ho concluso, senza pentirmi affatto di averla guardata per intero. Man mano che si procede gli stereotipi si attenuano, i protagonisti iniiziano – non tutti – a godere di vita propria e la trama cresce.
Avrei gradito un grado di introspezione maggiore, perché non dirlo… ma il finale di stagione lascia presagire un seguito con alte potenzialità. Senza il magone della prima stagione e degli ascolti mi aspetto una seconda stagione ancora migliore…

Ragioniamo in termini di voti (1-5): 4-. Da guardare.

E via di questo passo, quello con le serie americo-anglofone è un appuntamento immancabile da anni. Dai tempi di Lost non me ne faccio mancare mai. Lo scorso anno:

‘Vecchie’ serie (ne ho continuato la visione):

  •  Dexter
  •  Dollhouse (C)

‘Scoperte’:

  •  Doctor Who -> per avere un’idea di come mi abbia preso: in due mesi mi sono divorato sei stagioni e mi sono ‘mangiato’ il 90% delle pagine wiki in merito.
  • Romanzo Criminale (C)

La (C) alla fine sta ad indicare che sono concluse. A queste si aggiungono i ‘tentativi’ non andati a buon fine: Fringe e Breaking Bad su tutte. Amori mai sbocciati…

E veniamo a questa stagione: il dottore è in ferie, Dexter si è rimesso in moto. Per ora lo accantono per scelta, preferisco guardarla più avanti.
E che si fa, dunque? Anche Alphas è andato… due nomi, due ‘segnalazioni’ – una delle due è famosissima:

  • Game of Thrones: serie che si rifà alla saga fantasy di Martin, ‘Le cronache del ghiaccio e del fuoco’. E’ da un annetto che voglio seguirla. Non ho letto il libro, però, e questo mi frena un poco. Non sto a presentarla, è sulla bocca di tutti da mesi e ‘a breve’ partirà la seconda stagione.
  • Homeland: il nome ‘caldo’. Homeland è la nuova serie della Showtime (la stessa di Dexter), dal pilot una serie con tutti gli attributi. Personaggi vivi, a 360°, una storia nuova e intrigante… qualcosa che ricorda il miglior Alias. La trama in breve (fonte Wikipedia):

Carrie Mathison, un ufficiale operativo della CIA, viene riassegnata al Centro Antiterrorismo della CIA a Langley, in Virginia, dopo aver condotto un’operazione non autorizzata in Iraq. Mentre stava conducendo l’operazione in Iraq, Carrie è stata informata che un prigioniero di guerra americano era al servizio di Al-Qaeda. Durante un briefing d’emergenza, indetto dal suo capo, il direttore del Centro Antiterrorismo David Estes, Carrie scopre che Nicholas Brody, un sergente dei Marines che era stato ritenuto scomparso in azione in Iraq dal 2003, è stato liberato durante un raid della Delta Force. Carrie arriva a credere che Brody era il prigioniero di guerra americano di cui era stata informata. Tuttavia, il governo federale e i suoi superiori alla CIA considerano Nicholas Brody un eroe di guerra. Rendendosi conto delle difficoltà per provare la sua tesi e nel convincere il suo capo, David Estes, a mettere sotto sorveglianza Brody, Carrie chiede aiuto all’unica persona di cui si può fidare, il suo mentore Saul Berenson. I due devono ora lavorare insieme per indagare sulla figura di Nicholas Brody e prevenire un altro attacco terroristico sul suolo americano.

Allego le due locandine. Quale sarà la mia scelta è chiara: ora Homeland, poi – forse – GoT.

got

Homeland

Saluti,
Qwerty.

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Seria(l)mente

Una volta sentii parlare un tale. Disse che c’è un tempo per lo scherzo, un altro per i discorsi seri. Visto che ieri si è scherzato abbastanza – ogni riferimento a fiduce e compravendite vari è puramente casuale – parliamo un po’ di cose serie.

Qualche tempo fa nel blog di hetschaap c’è stata una discussione sull’autore Erri De Luca. Inutile dire che io non avevo idea di chi fosse…
Come spesso accade – e per fortuna che accade aggiungerei – ne è nato un confronto costruttivo tra l’autrice e i vari commentatori. Da questo confronto ne è uscito fuori un nome: Montedidio.

Montedidio

La discussione mi ha, a suo tempo, incuriosito. Qualche settimana fa ero alla Feltrinelli e ho deciso di dare un’occhiata alle opere di De Luca, cercando proprio Montedidio. Un libricino, centoquaranta pagine, niente di che… almeno all’apparenza. L’ho sfogliato un po’ e mi sono messo a leggere le prime pagine…

Il libro è un diario, o meglio un ‘rotolo’ di carta in cui il protagonista annota i suoi pensieri. Un fiume di parole scritte in lingua muta, in quell’italiano che la Napoli del dopoguerra non conosce ancora. Non c’è una pagina di questo diario in cui il protagonista tiri fuori qualcosa di sé, del suo mondo, della magia che ha intorno a sé… e lo fa a suo modo, con una tenerezza e un’ingenuità che mi hanno stregato subito, sin dalle prime pagine.
Come ho scritto in un commento a hetschaap non ho potuto fare a meno di comprarlo.

Non mi piacciono i generi, tantomeno li mastico. Montedidio lo catalogherei come un romanzo di formazione, un’opera in cui il protagonista cresce poco per volta, scopre l’ <ammore> e conosce un angelo con le ali ancora chiuse, nascoste sotto il corpo magro e lavoratore di uno ‘scarparo’, impara a comprendere uno strano oggetto di legno regalatogli dal padre…

Ammetto di non averne compreso appieno il finale, forse perché non ho molta confidenza con le allegorie, forse perché un po’ distratto. Ciò non toglie che Montedidio sia una piccola perla e che merita quanto prima una rilettura.

Continuando a parlare seriaLmente, ho finito di vedere Alphas (i titoli non li scrivo mica a caso, solamente li scrivo ‘prima’ del resto e lo spazio è tiranno) e ora ho ripreso a guardarmi intorno…
Non mi va di dilungarmi ora. Per pareri e spunti aspettatevi quanto prima un Seria(l)mente [2], stavolta con contenuti più attinenti al titolo.

Grazie,
Qwerty.