Seria(l)mente

Una volta sentii parlare un tale. Disse che c’è un tempo per lo scherzo, un altro per i discorsi seri. Visto che ieri si è scherzato abbastanza – ogni riferimento a fiduce e compravendite vari è puramente casuale – parliamo un po’ di cose serie.

Qualche tempo fa nel blog di hetschaap c’è stata una discussione sull’autore Erri De Luca. Inutile dire che io non avevo idea di chi fosse…
Come spesso accade – e per fortuna che accade aggiungerei – ne è nato un confronto costruttivo tra l’autrice e i vari commentatori. Da questo confronto ne è uscito fuori un nome: Montedidio.

Montedidio

La discussione mi ha, a suo tempo, incuriosito. Qualche settimana fa ero alla Feltrinelli e ho deciso di dare un’occhiata alle opere di De Luca, cercando proprio Montedidio. Un libricino, centoquaranta pagine, niente di che… almeno all’apparenza. L’ho sfogliato un po’ e mi sono messo a leggere le prime pagine…

Il libro è un diario, o meglio un ‘rotolo’ di carta in cui il protagonista annota i suoi pensieri. Un fiume di parole scritte in lingua muta, in quell’italiano che la Napoli del dopoguerra non conosce ancora. Non c’è una pagina di questo diario in cui il protagonista tiri fuori qualcosa di sé, del suo mondo, della magia che ha intorno a sé… e lo fa a suo modo, con una tenerezza e un’ingenuità che mi hanno stregato subito, sin dalle prime pagine.
Come ho scritto in un commento a hetschaap non ho potuto fare a meno di comprarlo.

Non mi piacciono i generi, tantomeno li mastico. Montedidio lo catalogherei come un romanzo di formazione, un’opera in cui il protagonista cresce poco per volta, scopre l’ <ammore> e conosce un angelo con le ali ancora chiuse, nascoste sotto il corpo magro e lavoratore di uno ‘scarparo’, impara a comprendere uno strano oggetto di legno regalatogli dal padre…

Ammetto di non averne compreso appieno il finale, forse perché non ho molta confidenza con le allegorie, forse perché un po’ distratto. Ciò non toglie che Montedidio sia una piccola perla e che merita quanto prima una rilettura.

Continuando a parlare seriaLmente, ho finito di vedere Alphas (i titoli non li scrivo mica a caso, solamente li scrivo ‘prima’ del resto e lo spazio è tiranno) e ora ho ripreso a guardarmi intorno…
Non mi va di dilungarmi ora. Per pareri e spunti aspettatevi quanto prima un Seria(l)mente [2], stavolta con contenuti più attinenti al titolo.

Grazie,
Qwerty.

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3 risposte a “Seria(l)mente

  1. Bene. A questo punto mi tocca proprio leggerlo, non si scappa! In ogni caso è bello anche scoprire le cose così, un po’ per caso, un po’ per destino. Naturalmente ti farò sapere le mie impressioni.

  2. Un paio di settimane fa ho rischiato di lasciare mia figlia senza pranzo, perchè in transito a Orio al Serio, (ed erano le 14 passate) ancor prima di portarla a mangiare, ho visto fuori dalla Feltrinelli la locandina dell’ultimo libro di De Luca e non ho capito più nulla, dovevo comprarlo prima di fare qualsiasi altra cosa.
    Adesso ce l’ho qui sul comodino e sono impaziente di leggerlo, ma prima devo finire quello di Jo Nesbø, e poi lo centellinerò con calma come un buon millesimato.

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