Si respira

E’ bello, ogni tanto, avere l’idea che l’aria attorno a te migliori. Sì, lo so… ogni volta che dico così è l’attimo prima di quello in cui mi deprimo e parto con gli sproloqui. Ma perché non dirlo?

Approfitto del buon momento per mettere mano alla tastiera e buttare giù alcune di quelle battute che rimando da tempo. Stavolta mi sposto nell’ambito fumettistico e lo faccio con attenzione al panorama nostrano. Prima un’immagine: chi la riconosce batta un colpo.

Caro-benzina? C'è la monometilidrazina (o qualcosa del genere)!

Premetto che nello scrivere queste righe i miei occhietti luccicano, ne va della mia infanzia/giovinezza. Una giovinezza che una decina di estate fa mi ha fatto conoscere un tale Pk (Pikappa), fumetto interamente italiano che riportava in copertina il celebre marchio Disney.

La mission di quei bontemponi dei redattori era ambiziosa: usare il mondo disney per creare una storia tutta nuova che proiettasse il lettore verso un orizzonte nuovo rispetto ai vari prodotti orientati allo stesso target.
Non si parla semplicemente di maturità nei temi trattati – cosa che nella Disney i.m.h.o. c’è sempre stata – quanto piuttosto di presentare al lettore un mondo ricco e profondo, pieno di personaggi e storie che si intrecciano. Il tutto sperimentando tecniche espressive che per il mondo Disney erano all’epoca assolutamente nuove.

 Un esempio di tavola di questo "nuovo" fumetto

A questo punto posso smettere di fare il misterioso. Tutti voi avrete riconosciuto il papero più famoso del mondo, il combattente che veste alla marinara (no, aspé… questa era un’altra): Paperino alias Paolino. Ed è attorno a lui che ruota il fumetto di cui scrivo. O meglio, al suo alter-ego Paperinik.

La nascita – o meglio la rinascita – di questo eroe l’abbiamo nel 1996 quando sbarca per la prima volta in edicola la serie Paperinik New Adventures – PK.
L’episodio in questione, il primo di una miniserie dalla cadenza bimestrale, ha il titolo di Evroniani. Gli Evroniani, un popolo alieno che si nutre di emozioni, sono la prima novità di questa serie: esseri intenzionati a sottomettere la razza umana contro cui serve un eroe.
E questo eroe vorrebbe essere altrove…

Nel momento in cui la minaccia Evroniana si palesa, la sfortuna di Paperino lo porta a trovarsi all’interno della nuova torre acquistata dallo zio: la Ducklair Towers, appartenuta a un geniale inventore (nonché miliardario) sparito nel nulla dopo aver ceduto tutti i suoi beni.
Ed è lì che Paperino incontrerà, per semplice sfortuna ancora una volta, l’intelligenza artificiale denominata UNO, ultima invenzione dell’eccentrico miliardario fuggito – come si scoprirà – in cerca di se stesso.
Uno e Paperino stringeranno un’alleanza contro il nemico comune e il loro legame li porterà ad affrontare svariate altre minacce che, di volta in volta, si vanno ad intersecare le une alle altre. Il tutto arricchito da un cast di comprimari che non ha nulla da invidiare a serie a fumetti di altro tipo…

Gli Evroniani: un popolo di succhia-emozioni gerarchicamente organizzato e senza scrupoli

Paperinik, l'eroe, e UNO la superintelligenza artificiale al suo fianco

Il Razziatore: un ladro intertemporale

Xadhoom: Bella, incazzata e in cerca di vendetta

 E molti altri…

Come si colloca questo fumetto nel panorama editoriale? Innanzitutto, visto che di genere si deve parlare, il genere a cui appartiene PK è quello fantascientifico. E, in quest’ambito, la serie si muove perfettamente grazie a battaglie intergalattici, viaggi nel tempo, stati canaglia e nemici super-tecnologici.
I suoi punti di forza sono molteplici: innanzitutto durante la lettura – che sto riscoprendo anche grazie a questa costosissima iniziativa – si avverte costantemente un senso di novità e freschezza che allora come adesso mi rapiscono, mostrandomi la bellezza della fantasia e delle sue creazioni. Freschezza e novità che si inseriscono con forza nel più classico dei mondi fumettistici, quello Disney.
Altro punto a favore della serie è il divertimento che assicura ogni pagina, il tutto a personaggi bizzarri come il giornalista Angus Fangus.

La saga, terminata, si compone di tre differenti serie:

PK – New Adventures: è la serie principale la quale parte proprio da quanto ho descritto in questo articolo. Un paper sfortunato e la minaccia aliena che incombe;

PK2 : è il diretto seguito di PK – NA e parte proprio da dove termina la serie precedente. Il “nostro” eroe si trova a dover sostenere il peso dei cambiamenti (in questa serie si osa) fra vecchi alleati che scompaiono e nuove minacce all’orizzonte. La serie è a detta di molti inferiore alla precedente ma io non la penso così. E’ semplicemente più matura, con meno spazio riservato alla fantasia e un maggiore peso dato alla caratterizzazione dei comprimari.

PK – Pikappa: l’ultima serie, l’unica a slegarsi interamente dal personaggio del ’96 e dalla sua genesi. Rappresenta un nuovo inizio con nuove origini e situazioni interamente nuove. Delle tre serie è quella maggiormente orientata ai giovanissimi mentre la seconda è quella che maggiormente si presta ad essere apprezzata da un pubblico adulto.

Io ho conosciuto PK a 12 anni, da una pubblicità comparsa su Topolino. Me ne sono innamorato. Settimane orsono ho preso uno degli albi della ristampa e… l’amore prosegue.
PK è la dimostrazione di come, in Italia, le cose sappiamo farle e la testa sappiamo usarla. Sì, perché quella pikappica come ho detto è un’idea nostrana.

Grazie per l’attenzione,
Qwerty.

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4 risposte a “Si respira

  1. Bello questo atto d’amore verso una serie che anche io, per un po’, ho seguito. Da amante di Topolino ho acquistato i prima albi di questa serie ma poi l’ho abbandonata non perché brutta ma, semplicemente, perché non era il mio genere. La fantascienza non mi ha mai attratta più di tanto. E così, pur riconoscendone il valore, ho smesso di leggerla. Ma era sicuramente piacevole e ben fatta.

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