La mia parola

Che per voi sia stato un successo, un pessimo esempio di televisione, un capolavoro, qualcosa da trascurare o di cui non sapevate neppure l’esistenza, per me Quello che non ho, programma condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano e andato in onda il 14, 15 e 16 Maggio su LA7, è stato un bel modo di riportare in TV le parole, pure e semplici senza inquinamento di sorta.

Mi ha fatto riflettere ad esempio l’accezione che oggi viene data alla parola onore o a quella di famiglia, spesso legate a doppio filo a realtà che, diciamocelo, non c’entrano nulla con queste due parole.
Ora tocca me, con un invito a chiunque mi legga di prendere una propria parola e fare altrettanto. Non è un meme, non ambisco a lanciare niente del genere. Solo un modo per conoscerci meglio.

La mia parola è SERENITA’.
Ti svegli al mattino, fai ciò che devi e hai il tempo e la voglia di fermarti allo specchio e scegliere chi o cosa essere nel giorno che ti aspetta.
Nessuna scadenza, nessuna urgenza, solo una vita e tu che puoi viverla sapendo che anche se hai poco, quel poco è tale da far sì che tu stia bene. Che gli altri – perché non sei come molti, tu gli altri li guardi e a loro ci pensi! – stanno bene e che la tua giornata non sarà in alcun modo sporcata da cose che non comprenderesti neppure se te le spiegassero. Una giornata senza la paura di sentire che gente senza lavoro finisca per rinunciare a quella stessa vita che tu stai vivendo, senza l’orrore di immaginare te stesso nei loro panni, di pensare come loro e in loro. E senza la paura che un giorno, quella cosa così lontana ti si avvicini.
Stare seduto, puoi farlo. Pensare, puoi farlo. Parlare, camminare, lavorare e anche voler bene, puoi farlo senza sentirti in colpa, senza che ogni momento sia schiacciato da angosce più grandi e più rarefatte.
Sei come una bella giornata che non vede alcuna nuvola all’orizzonte. E ora che ce l’hai ti chiedi come hai fatto a farne a meno tutto questo tempo. Poi ti svegli e la scrivi sulla pagina del tuo blog: SERENITA’.

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5 risposte a “La mia parola

  1. Che bella questa cosa! Non ho visto Quello che non ho purtroppo, anche se sapevo che lo stavano trasmettendo. Ho avuto serate piene in questi giorni ma tenterò di recuperarlo. Però la cosa della parola mi piace moltissimo. Vediamo se ho capito bene.

    TRASPARENZA
    Essere sempre ed esattamente se stessi. Senza filtri né sovrastrutture. Cercare di far somigliare sempre di più la persona che riteniamo di essere a quella che vedono gli altri dall’esterno. Fare in modo che chiunque ti guardi negli occhi non abbia paura che gli stai nascondendo qualcosa. Riuscire ad essere limpidi come il mare quando è pulito e si vede il fondo. Fare in modo che ogni sentimento, ogni emozione, ogni sensazione sia dentro e fuori esattamente la stessa. E non aver paura. La trasparenze è anche l’assenza di paura. Perché essere trasparenti significa non aver paura di mostrarsi per quello che si è avendo la certezza di essere accolti. Magari non sempre o non da tutti ma da coloro che sono importanti sì, sicuramente.

  2. la mia parola è “parola”. ricordarsi di cosa vuol dire darla e dirla. in entrambi i casi generano ciò che ci si mette dentro. se è parola morta, porta la fine. se è viva e vera, allora porta vita. le parole non stanno ferme, nemmeno quando le scrivi. generano vento o tempesta. bisogna essere bravi marinai per poter scrivere e parlare.

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